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TFR cosa e come fare



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Pubblicato da Sbavi il 09/01/2007 alle 00:00

<Notizia Atipica>

Come già annunciato da WIntricks circa 1 anno fa, pensiamo di fare cosa gradita ai nostri lettori pubblicando una news "atipica" ma di assoluta attualità ed interesse.

Con il 1 Gennaio 2007 è entrata in vigore la rifrorma della previdenza complementare che interessa TUTTI I LAVORATORI DIPENDENTI del settore privato ed i lavoratori autonomi.

In particolare la suddetta riforma riguarda la scelta sulla destinazione del T.F.R. (in gergo "liquidazione"), in base al quale ciascun lavoratore può scegliere di destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto maturando alle forma pensionistiche complementari o mantenere il TFR presso il datore di lavoro.

Ecco, in pillole, le principali novità della riforma:

- SILENZIO ASSENSO: è uno dei meccanismi rilevanti. Se il lavoratore non comunica nessuna scelta alla propria azienda entro il 30 giugno 2007 (o i sei mesi dalla data dell’assunzione) dal primo luglio 2007 il Tfr maturando andrà direttamente al fondo pensione complementare previsto dal contratto collettivo di lavoro.

- PORTA APERTA: è revocabile la scelta di non conferire il Tfr a un fondo complementare è revocabile. In ogni momento successivo all’aver dichiarato di voler lasciare il Tfr maturando in azienda, il lavoratore potrà scegliere di farlo affluire in un fondo complementare.

- PORTA CHIUSA: non è revocabile la scelta di affidare il Tfr maturando a un fondo pensione. In caso di cambiamento di attività lavorativa, sarà possibile la ’portabilita« di quanto già versato nel nuovo fondo negoziale di categoria (ad esempio: in caso di passaggio dal settore tessile a quello edile o a quello metalmeccanico).

- FONDI CONTRATTUALI: un lavoratore iscritto a un fondo contrattuale non potrà aderire che a quello.

- PORTABILITÀ: dopo due anni di permanenza in un fondo, sarà possibile portare il Tfr residuo in un altro fondo (aperto o contrattuale) con costi predeterminati.

- A FINE CARRIERA: Due opzioni. La prima prevede di riscuotere in contanti fino a un massimo del 50% del Tfr accumulato e il resto a rate. La seconda è di ricevere il maturato sotto forma di rate costanti (la pensione integrativa).

- ANTICIPO DEL TFR: sarà possibile chiederlo nei casi previsti dalla legge: fino al 70% per l’acquisto della prima casa per sè o per i figli o per spese mediche. Fino al 30% per altri casi di spese straordinarie.

- IN CASO DI MORTE: i diritti passeranno agli eredi, che potranno riscattare l’intera posizione individuale maturata.




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Commenti:
RNicoletto
Io è già da un pezzo che ho dirottato il mio TFR sul fondo nazionale di categoria.
n@ndo
in pratica cosa cambia,sè non più scelte dove destinarli?
con il silenzio assenzo resta tutto come prima.
Flying Luka
Quota :
Inviato da n@ndo
in pratica cosa cambia,sè non più scelte dove destinarli?
con il silenzio assenzo resta tutto come prima.



Non n@ndo, non è esattamente così!

Il "tutto come prima" prevedeva che il T.F.R. non venisse "legalmente" espropiato e rimanesse all'azienda, la quale azienda l'avrebbe poi erogato al dipendente al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Il nuovo governo invece ha previsto che nel caso di "silenzio assenso" (leggesi "semplice dimenticanza", "scarsa informazione", "noncuranza", "ignoranza", "menefreghismo"), tutto il tuo T.F.R. venga inglobato nel fondo di previdenza complementare previsto dal contratto collettivo nazionale applicato per la tua tipologia di lavoro.

Delle serie: in un modo o nell'altro, volente o nolente, te lo prendono. Questo almeno per le aziende > 50 dipendenti che possono scegliere se destinare il TFR all' INPS o al Fondo Previdenza di categoria.

Più fortunati sono le aziende < 50 dipendenti, i quali possono ancora decidere di mantenere il proprio TFR presso l'azienda, come peraltro è sempre stato.
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