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Web 2.0



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Pubblicato da Gigi75 l'08/11/2005 alle 00:00

Web 2.0 è l'ennesima promessa rivoluzione del mondo della Rete; eppure c'è chi davvero è pronto a scommettere che oggi la Rete è di fronte ad un netto cambiamento.

La nuova idea del Web, al di là delle astrazioni teoriche, si incontra nelle nuove realtà e i nuovi fenomeni, come la continua battaglia fra Google e Microsoft , o l'annuncio da parte di Microsoft di nuovi servizi on line .

A San Francisco durante la Web 2.0 conference , Tim O'Reilly, proprietario di una casa editrice specializzata in nuove tecnologie ha disegnato le caratteristiche della nuova Rete.

In un complesso documento presentato si evince il profilo del futuro del Web che prende le prime mosse dal collocamento in Borsa di Google (così come il primo Web era partito con l'arrivo in Borsa di Netscape) e che conserva una importante caratteristica in comune con il passato: la supervalutazione borsistica.

Web 1.0

 

Web 2.0

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wikis

directories (taxonomy)

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tagging ("folksonomy")

stickiness

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syndication

Questo è uno schema che O'Reilly propone nel suo articolo “What is Web 2.0” che rappresenta, come il grafico che l'accompagna una mappa della nuova Rete, imperniata sulle tecnologie come Ajax (Asynchronous JavaScript and Xml).

Al pari dei nuovi trend in materia di P2P, così come l'economia globalizzata ci insegna, la caratteristica comune dei nuovi servizi è la totale assenza di un centro erogatore.

Si prenda l'esempio evidente tra il modo di fornire cultura “uno a molti” della Enciclopedia Britannica e quello “molti a molti” di Wikipedia , l'enciclopedia creata dai contributi volontari degli utenti.

In questo panorama perciò, il Web perde la sua tipica (in)consistenza per assumere il ruolo di piattaforma sulla quale gli utenti svolgono un ruolo molto più attivo rispetto passato, dove, per tentare un esempio, la monolitica immobilità dei siti personali tradizionali è stata sostituita dall'esplosivo dinamismo dei blog .


Fonte


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Commenti:
RNicoletto
Deve esser stata una conferenza molto interessante e sottoscrivo la posizione di O'Reilly: il Web 2.0 è qui!
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