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Sentenza Google: ecco le motivazioni



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[ Attenti, c’è una falla in Java! ] [ Entro 5-10 anni Internet sarà 3D ]
Pubblicato da Billow il 13/04/2010 alle 11:00

Come alcuni di voi ricorderanno, a fine febbraio abbiamo parlato della discussa sentenza italiana che ha condannato alcuni dirigenti di Google, per la pubblicazione del video in cui un ragazzo down era vittima di atti di bullismo.

Ebbene in data di oggi sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza con la quale lo scorso febbraio il tribunale di Milano ha condannato a sei mesi di carcere tre dirigenti di BigG Italia, ritenuti colpevoli di violazione delle norme sulla privacy per non aver impedito o rimosso la pubblicazione di un video su piattaforma Web gestita dalla società Statunitense, in cui si vede appunto un minore affetto da autismo insultato e umiliato dai compagni di classe.


Riportiamo alcuni passi della sentenza:

"Non esiste nemmeno la sconfinata prateria di Internet dove tutto è permesso e niente può essere vietato, pena la scomunica mondiale del popolo del Web. Esistono invece leggi che codificano comportamenti e che creano degli obblighi che, ove non rispettati, conducono al riconoscimento di una responsabilità penale", si legge nelle motivazioni, depositate oggi dal giudice Oscar Magi.

"Google Italy trattava i dati contenuti nel video caricati sulla piattaforma e ne era responsabile quindi per lo meno ai fini della legge sulla privacy. L'informativa (sulla privacy) era del tutto carente e comunque o talmente nascosta nelle condizioni generali del contratto da risultare assolutamente inefficace per i fini previsti dalla legge", è scritto ancora nelle motivazioni.


Google risponde in serata con un comunicato alquanto stizzito, informando che ricorrerà in appello contro la sentenza.

"Questa condanna attacca i principi stessi su cui si basa Internet. Se questi principi non venissero rispettati, il Web così come lo conosciamo cesserebbe di esistere e sparirebbero molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici che porta con sé. Si tratta di importanti questioni di principio ed è per questo che noi e i nostri dipendenti faremo appello contro questa decisione".


Per quanti non lo ricordassero, la sentenza aveva provocato una Eco Internazionale, mettendo in cattiva luce tanto i tribunali italiani, che la libertà di stampa nel Belpaese, e la stessa ambasciata americana in Italia si era detta "delusa" dal verdetto, citando le parole della segretario di Stato Hillary Clinton.




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Commenti:
TheGynius
Praticamente Google è colpevole per non aver sottolineato ed evidenziato le policy del servizio?
Ma anche se fosse (e in quel caso sarebbero colpevoli praticamente TUTTI i servizi web), cosa c'entra questo con l'accusa e la condanna di VIOLAZIONE della privacy?
In appello Google farà man bassa, a meno di ritrovarsi un altro giudice che aldilà delle conoscenze tecnologiche, non capisce neanche l'italiano...
Sergio Neddi
Mah, mi pare che la preannunciata motivazione non sia in realtà stata data, il fatto che le norme della privacy siano o non siano in evidenza non ha nulla a che fare con il reato in se stesso, reale o presunto che sia. E' come se per strada ci dovesse essere un cartello con scritto "vietato sparare". Siccome non c'è e qualcuno spara allora il colpevole è chi non ha messo il cartello? E chi ha messo fisicamente il video (ha sparato nel mio esempio) non è responsabile? Ma fatemi il piacere. Sono capaci di condannare la vittima di un omicidio perché l'assassino è venuto a casa sua con una pistola e quindi la vittima ne era responsabile e tra l'altro senza porto d'armi.
Non è stato rimosso il video? 1) Ne è stata richiesta la rimozione ed in che forma? Non basta una mail di pinco pallino, immagino, ci vuole un'ingiunzione ufficiale o qualcosa del genere, altrimenti qualungue pirla al quale sta antipatica una persona segnala i suoi video come da rimuovere. E con la posta che riceve Google hai voglia anche controllare. 2) Se non hanno fatto una comunicazione ufficiale o comunque non c'è stato un dialogo nella forma corretta, come possono pretendere che siano stati assecondati?
Ho idea invece che perseguire i veri colpevoli è troppo difficile, è più facile prendersela con chi si può ben identificare e soprattutto ha parecchi soldi da poter spillare. Se avessero preso l'autore della bravata probabilmente avrebbero scoperto che si tratta di un poveraccio dal quale non avrebbero ricavato nulla.
In sostanza: fanno bene gli stranieri ad avere scarsa considerazione dell'Italia: purtroppo, ci piaccia o no è così.
SMH17
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Inviato da Sergio Neddi
Mah, mi pare che la preannunciata motivazione non sia in realtà stata data, il fatto che le norme della privacy siano o non siano in evidenza non ha nulla a che fare con il reato in se stesso, reale o presunto che sia. E' come se per strada ci dovesse essere un cartello con scritto "vietato sparare". Siccome non c'è e qualcuno spara allora il colpevole è chi non ha messo il cartello? E chi ha messo fisicamente il video (ha sparato nel mio esempio) non è responsabile? Ma fatemi il piacere. Sono capaci di condannare la vittima di un omicidio perché l'assassino è venuto a casa sua con una pistola e quindi la vittima ne era responsabile e tra l'altro senza porto d'armi.
Non è stato rimosso il video? 1) Ne è stata richiesta la rimozione ed in che forma? Non basta una mail di pinco pallino, immagino, ci vuole un'ingiunzione ufficiale o qualcosa del genere, altrimenti qualungue pirla al quale sta antipatica una persona segnala i suoi video come da rimuovere. E con la posta che riceve Google hai voglia anche controllare. 2) Se non hanno fatto una comunicazione ufficiale o comunque non c'è stato un dialogo nella forma corretta, come possono pretendere che siano stati assecondati?
Ho idea invece che perseguire i veri colpevoli è troppo difficile, è più facile prendersela con chi si può ben identificare e soprattutto ha parecchi soldi da poter spillare. Se avessero preso l'autore della bravata probabilmente avrebbero scoperto che si tratta di un poveraccio dal quale non avrebbero ricavato nulla.
In sostanza: fanno bene gli stranieri ad avere scarsa considerazione dell'Italia: purtroppo, ci piaccia o no è così.

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